Martedì, 15 ottobre 2019

3/11 Trieste: il racconto di Albano

Teatro TriesteRacconta il tuo concerto di Luciano a teatro, inviando un email a: teatri@ligachannel.com

METTI UNA SERA A TEATRO...

a notte è passata veloce come poche volte e inevitabilmente in questo nuovo giorno sorto da poco tutto ciò che vedo, tocco, sento, mi riporta a ieri sera......

....Finalmente ci siamo, in città siamo arrivati, il teatro lo abbiamo trovato, il posto lo abbiamo occupato...le emozioni ora iniziano a chiedere sempre più forte lo spazio che giustamente in queste situazioni spetta loro. Fuori il freddo è reale, e prima d'entrare una luna aggrappata ad un cielo terso ci ha baciati sulla fronte quasi ad augurarci di vivercela sino in fondo anche per lei che dentro non ci poteva seguire. Ma appena entrati abbiamo scoperto che per fortuna il cielo era lì, sopra di noi, cosparso di stelle, e pronto a raccogliere tutto quanto ognuno di noi gli avesse sussurrato, chiesto o urlato di lì a poco...

Le luci si abbassano ed il buio si impossessa della sala. Strano come a volte si cerchi in tutti i modi di allontanarlo, il buio, mentre in questi casi lo si aspetti come primo indizio di tanti attimi da ricordare. Il sipario si apre e una delle stelle che riempivano il cielo decide di scendere, sedersi sul palco e con una chitarra in mano iniziare a dare vita al sogno mettendo in circolo il suo, il nostro amore. Piano piano altre stelle seguono la prima ed in poco tempo il palco brilla di luce propria.

Noi intanto siamo lì, quasi presi alla sprovvista, incerti su cosa fare, come reagire. Per fortuna ci pensa Luciano a metterci a nostro agio, ed in breve le gambe iniziano a muoversi, le mani a tenere il tempo, le voci a fare compagnia alla sua. Tutti stasera siamo più attenti: questo giro le parole assumono un?importanza se possibile ancora maggiore rispetto ad altre situazioni, e tutti cerchiamo a nostro modo di dare a ciascuna parola il giusto peso che le spetta in questo posto, in questa situazione, in questa serata.

Non ci sono pause, le emozioni arrivano addosso come fiumi in piena, dopo poco tempo non abbiamo più carne da offrire ad una sempre più crescente pelle d'oca. Ora ci siamo sciolti, e tutto il teatro se la sta godendo più che può. C'è però una sorta di sofferenza collettiva che tocca ognuno di noi: non riusciamo più a stare fermi, a non saltare, a non alzare le mani al cielo. Ma Luciano ormai ci conosce, e anche stavolta ci mette a nostro agio: parte Happy Hour e da lì sino in fondo la sala, più che un teatro, sembra un palazzetto. C'è tempo anche per urlare contro il cielo, un cielo che inizia ad avere le prime difficoltà a tenerci botta: siamo troppo belli lì sotto e non è abituato a vedere dall'alto così tanta gente viva in un colpo solo.

Alla fine il sipario si richiude e i ragazzi sono di nuovo in giro. Ognuno di noi ha cercato con gli occhi, con le orecchie, ma soprattutto con il cuore, di portarsi a casa quante più emozioni possibili, ed uscendo siamo tutti gelosi del nostro cassetto in cui le abbiamo riposte e che ogni tanto riapriremo per riuscire a tenere botta nei giorni che trascorreranno fino al prossimo appuntamento.

Ormai sono fuori, mi guardo in giro per vedere le facce di chi ha condiviso con me la serata. Poi mi fermo un attimo, guardo il cielo terso e sorrido: stavolta la luna si è persa uno spettacolo come pochi.

Albano

Lunedì, 6 novembre 2006