Martedì, 25 aprile 2017

Due righe da Luciano

Eccoci qua.
Nudi.
Perché è così che siamo, nudi.
Per esempio quando vai su un palco.
Non c’è bisogno di aprire di più la camicia o abbassarti i pantaloni per sentirti così.
Basta cantare.
Tutto andrà in quella direzione.
Ogni allargamento di braccia,
ogni flessione di gambe,
ogni modo di tenere il tempo,
ogni sgranamento di occhi,
ogni gesto di complicità,
ogni ammiccamento,
ogni sforbiciata,
ogni scatto,
ogni movimento scomposto,
ogni indecisione,
ogni espressione sfuggita,
ognuna di queste cose di cui non ti rendi nemmeno conto
ma che rivedi in qualche foto o in qualche registrazione video,
non sono altro che un diverso modo di spogliarti.
Se poi a qualcuno è sfuggito qualcosa ci hanno pensato
gli schermi giganti a farglielo vedere.
E che strano non provare vergogna di fronte a così tanta
gente.

E voi?
Nudi pure voi
Spogliati
del vostro nickname,
della inevitabile compostezza quotidiana,
della zavorra che piega la schiena,
del vostro pudore sentimentale,
di certi carichi d’amarezza,
di disincanto e disillusione,
della paura di essere feriti,
di tutta quella odiosa pesantezza.

E’ successo questo, in questi concerti,
eravamo nudi.
E non sentivamo il bisogno di nascondere con la mano i genitali.
Stavamo facendo sesso?
Stavamo facendo l’amore?
Stavamo facendo i naturisti?
Stavamo facendo i figli dei figli dei fiori?
Stavamo sentendoci genere animale?
A ognuno la propria risposta.

So che da nudi abbiamo visto Banda e Clandestino e Mauro Pagani (nudi pure loro) bravi come non mai.
So che i messaggi che mi arrivano in questi giorni da ognuno di loro dimostrano che ora siamo felici ma nudi.
Vestiti solo del velo di quel ricordo ma spogliati dell’impegno quotidiano della preparazione o del concerto che già, dopo pochi giorni, ci mancano.

Voglio ringraziarvi per la vostra nudità.
E’ grazie a quella che ho potuto conoscervi meglio nelle vostre testimonianze.
Vi auguro di mantenerla (anche se so quanto sia difficile) anche nelle vostre giornate “normali”.
Potrebbe portarvi grandi cose.
Un abbraccio.
Nudo.

Venerdì, 11 agosto 2006