Lunedì, 22 maggio 2017

1. Quando canterai la tua canzone

Una potente chitarra dal suono hard rock/punk apre uno squarcio per lasciar passare l'intero album: 

"Son stati giorni che han lasciato il segno
e stare al mondo è già di più un impegno.
E adesso giri con in tasca un pugno,
nell'altra tasca il tuo rimario."
 
Siamo all'inizio, ed evidentemente qualche "mostro" è già stato lasciato alle spalle. Ligabue si rivolge forse a sé stesso, forse al figlio Lenny, o, più semplicemente, a chiunque sia pronto a vivere la propria vita in autonomia, a modo proprio, costi quel che costi. E' una strofa cantata su un tempo di batteria insolito, spezzato, che si raddrizza in un bridge nel quale Luciano ricorda all'interlocutore le sue nuove consapevolezze:

"ma scegli tu fra botte e rime
e scegli tu fra inizio e fine
e scegli tu ma scegli tu per primo"

Il refrain arriva con una grande carica liberatoria in una sequenza ascendente di accordi e chitarre potentissime:

"e quando canterai la tua canzone
la canterai con tutto il tuo volume
lasciando qualcun altro a commentare
che tu devi andare"

Tranne, più avanti ricordare:

"quando canterai la tua canzone
la rabbia l'innocenza e l'illusione
ti toccherà cantare l'emozione
che non sa nessuno"

e chiudere con:

"quando canterai la tua canzone
la canterai con tutto il tuo volume
che sia per tre minuti o per la vita
avrà su il tuo nome"

Verso il finale un assolo di chitarra viene doppiato dal suono ottenuto soffiando su un pettine coperto da carta velina, un vecchio trucco blues che poggia però su suoni decisamente attuali.
La canzone chiude con la stessa parte di chitarra con cui ha iniziato, come una parentesi "urlata" a racchiudere un brano dalla prorompente energia.

Lunedì, 26 aprile 2010