Mercoledì, 18 ottobre 2017

Il Diario di Michael Urbano!

Michael Urbano

(liberamente tradotto dalla redazione)
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Scrivo queste righe mentre stiamo sorvolando l'Atlantico, in volo verso casa, in America. Provo una sensazione dolceamara: da una parte sono felice di rientrare in un posto che conosco bene ma dall'altra sono triste per avere da poco lasciato un luogo che ho appena imparato a conoscere.

L'Italia è un paese in cui la storia si trova OVUNQUE: non si tratta soltanto di musei, fontane e monumenti. La si ritrova negli occhi della gente e la si respira nell'aria. Sono rimasto quasi 5 settimane e ho avvertito in me un cambiamento: nulla sarà più come prima.
Da Americano è impossibile trascorrervi così tanto tempo senza avvertire un piccolo spostamento dell'anima.

Mentre sono seduto al mio posto in aereo la mente sogna ad occhi aperti ripensando ad alcune situazioni, ad esempio:

- Le passeggiate città dopo città, ognuna delle quali ricca di tanta storia, bellissima arte e tante persone stupende... e un sole caldo, caldissimo!

- Essere "L'Americano Classico" che ordina un cappuccino al pomeriggio.

- Sedere a tavola con i miei nuovi amici e ascoltarli mentre descrivono il cibo appena ordinato, prima che arrivi; di come ogni portata sia anch'essa un'opera d'arte che rappresenta tradizione e storia di ogni regione italiana.

- Il meraviglioso viaggio in macchina verso Reggio Emilia e la Toscana.

- Le SELVAGGE ripartenze non appena terminato di suonare, scortati dalla polizia. Wow!. A volte mi è pure sfuggito un "Voi ragazzi siete fuori di testa!"

- Gli occhi di molte persone accendersi di colpo nel descrivere questa o quella città con le loro parole caratterizzate da un senso d'amore e orgoglio veri per il loro paese.  

- Entrare in una chiesa di Roma e mettermi quasi a piangere da quanto è bella.

- Passeggiare per Firenze e pensare "Io qui potrei viverci".

- Assistere incantato a migliaia e migliaia di persone che esplodono ad ogni canzone proprio davanti ai miei occhi.

- Venir salutato OGNI SINGOLO GIORNO da OGNI PERSONA dello staff di Ligabue con un gentile e sincero "Buongiorno Michael!"

- Gli spettacoli! I concerti con Luciano e la band: tra i migliori della mia vita. Il giorno successivo ad ogni concerto, completamente intontito, giravo davvero con un sorriso stupido stampato in faccia.

- I fan. Incredibili. Parlerò di voi in un prossimo scritto.

- La band: una delle migliori con cui abbia mai suonato.

- Tutti i miei nuovi amici italiani.

- Pranzi e cene: in America difficilmente ci sediamo tutti insieme a tavola a trascorrere parecchio tempo mangiando lentamente, scambiando chiacchiere, rimanendo in compagnia a godersi la vita gustando cibi prelibati. Credo succeda perché pensiamo di essere troppo occupati. A FARE COSA? In tutti gli Stati Uniti è come se stessimo inseguendo un sogno che non esiste più ormai da tempo.

Penso a tutto ciò mentre sono in viaggio e tornare a casa mi provoca un sorriso talmente enorme che quasi avverto dolore. Ma come ho già scritto, sono un po' dispiaciuto.

Non sto facendo finta di capire l'Italia. Come potrei? Ad essere onesti, diverse volte mi è capitato di sentire confusione e frustrazione a causa di modi con cui vengono fatte alcune cose. Ma cosa ne so? Sono un viaggiatore in un mondo per me sconosciuto. Sono nuovo di qui ma posso dirvi che le esperienze delle ultime 5 settimane rimarranno per sempre con me.

Mi chiamo Michael Urbano e suono la batteria con Luciano Ligabue dal Tour Europeo dell'aprile 2008. Tornerò a settembre e avrò l'onore di suonare in concerti con un'orchestra di 70 elementi all'Arena di Verona. Non vedo l'ora di tornare.

Giovedì, 4 settembre 2008