Lunedì, 11 dicembre 2017

Da Luciano

Palermo

E San Siro?
Beh, sai: San Siro è sempre San Siro, come si fa a
raccontarlo?
Ma questa volta la prima è stata la nostra migliore prima
di sempre.
E la seconda di San Siro?
Ovviamente abbiamo suonato ancora meglio.
E Firenze?
Mai vista tanta gente per noi a Firenze. Un Artemio
Franchi con un colpo d'occhio fantastico e un'energia spettacolare.
E Bari?
Anche a Bari c'era più pubblico di quanto non ne abbiamo
mai fatto in quella città. E il calore era quello del
pubblico del sud.
E Cosenza?
A Cosenza la disposizione del palco era tale che eravamo
tutti vicini. Sembrava volessero tirare giù lo stadio.
E Roma?
L'aggettivo che ho usato per cercare di definire chi c'era
è stato impressionante. Ma quello lo potrà rivedere
chiunque. Prima o poi uscirà il dvd di quella serata.
E Cagliari?
Cagliari è stata la tappa con meno pubblico. Ma quelli
che c'erano hanno fatto anche per quelli che non c'erano.
E Palermo?
Non ci poteva essere chiusura migliore. Un "tiro"
pazzesco.

Ecco, come sempre un sacco di gente mi chiede che cosa succede ai miei concerti.
Le risposte che ho dato stavolta erano quelle che ho
scritto sopra.
Giusto per non sembrare maleducato o chissà che.
Tanto lo so che è inutile approfondire perché le parole continuano a essere inadeguate.
Vale sempre di più una regola che vi ho già detto:
Chi c'era sa!
Ma a loro non posso mica dirgli quello, no?
Voi che ci siete stati, però, lo sapete.

Vi scrivo il giorno dopo il concerto di Palermo, ancora
gonfio di tutta l'energia che ci avete passato,
dell'abbraccio che ci avete stretto.
Adrenalina ancora attiva, appagamento, soddisfazione, gratitudine, godimento.
Questa è solo una parte di quello che sento.
E approfitto di questo spazio per ringraziare ancora,
dopo averlo fatto ieri sera durante il concerto, l'intera
crew che si è occupata della parte tecnica.
Non sono mai stati così impeccabili.
E con tutto questo marasma di sentimenti ho già
cominciato a pensare ai concerti che faremo all'Arena di Verona.
E' già partita l'organizzazione perché si tratterà di uno spettacolo unico e, come tale, per forza diverso da
quelli che abbiamo appena tenuto.
Impegnativo.
Alle nostre spalle ci sarà l’orchestra che in quella
stessa Arena ha suonato chissà quante opere.
Saranno settanta elementi.
Settanta.
Il direttore sarà Marco Sabiu, uno che oltre ad avere già
diretto varie orchestre ha pure prodotto e arrangiato
musica pop e rock in studio.
Insomma uno che ha le caratteristiche per mettere insieme
le due cose.
Ci saranno canzoni in cui canterò da solo con
l'orchestra, altre in cui sarò accompagnato
dall'orchestra e da qualche elemento del gruppo, altre
ancora in cui suoneremo tutti insieme (io, gruppo e
orchestra) e altre in cui suoneremo il nostro rock (per
come lo conoscete) solo io e il gruppo.
Insomma, suonare nella magia dell'Arena con addirittura a disposizione anche un'orchestra di settanta elementi mi sembra una fortuna di cui ancora non mi capacito.
Ancora una volta ci vediamo lì.
Perché ancora una volta chi ci sarà saprà.
A presto.

Lunedì, 28 luglio 2008