Sabato, 18 novembre 2017

Ray Davies - Working Man's Cafè

Ray Davies - Working Man's Cafè(V2/Universal)
Ray Davies ha 63 anni, è nato a Londra e nel 1962 ha fondato i Kinks, una delle band più importanti della storia del rock, insieme a Beatles, Rolling Stones e Who. Dalla sua penna sono nate vere e proprie pietre miliari, una su tutte quella "You Really Got Me" spesso definita come prototipo di canzone heavy metal. Ne sanno qualcosa i Van Halen che, oltre alla loro "Jump" sono popolarmente conosciuti proprio per la cover dei Kinks. Oggi non si capisce se la band esista o meno. Ogni tanto si riunisce e va in tour e, durante i periodi di fermo, Ray Davies continua a scrivere non solo musica ma anche libri, piéce teatrali e programmi televisivi.

Nel giro di un anno ha pubblicato un paio di album tra cui questo "Working Man's Cafè", talmente bello da sembrare un esordio. Ed è ripartito dalle origini, da quel sano ed incosciente rock and roll che ha fatto la fortuna dei Kinks e che probabilmente soltanto lui riesce a suonare in quel modo. Registrato a Nashville e mixato a Londra, "Working Man's Cafè" è già nelle case di oltre un milione di persone perchè è uscito in omaggio con il Sunday Times, uno dei quotidiani inglesi ad altissima tiratura. Fu Prince a dare il via a questa singolare iniziativa editorialmusicale e Davies, forte della sua popolarità ed orgogliosissimo di questo ultimo lavoro ha voluto imitarlo.

"L'uomo che lavora al caffè" ti parla di argomenti attuali rendendoli interessanti grazie alla semplicità e alla spontaneità poetica e compositiva di chi fa rock da 30 anni, senza mai scadere nel banale, nel trito e ritrito o, ancora più facile almeno anagraficamente, nell'invecchiato ma di tutto rispetto. Ray Davies parla di effetti negativi scaturiti dalla globalizzazione, di amore tra le mura domestiche, di spaesamento e inadeguatezza dentro un gigantesco centro commerciale, di alienazione in un letto di ospedale in cui la protagonista devastata da abusi di droghe e alcool scatena nell'autore la frase: "La cosa mi fa pensare, intanto a farle visita non viene nessuno, così nessuno ci resta male".

Drammaticità, sarcasmo, ironia, english way of life. Questo è Ray Davies, un personaggio che vale sempre la pena considerare soprattutto quando il rock viene spinto troppo oltre da chi tenta di decostruirlo, perchè lui ha la capacità e la predisposizione di proporlo, con Kinks o senza, sempre nuovo e ricco di freschezza, sognando ed arrabbiandosi con la carta d'identità lasciata a casa o addirittura, chissà, gettata nel Tamigi dal 1962.

 

Martedì, 11 dicembre 2007