Martedì, 14 agosto 2018

Dal capitolo: "C'era una volta in Emilia"

CorreggioAbbiamo capito (almeno in parte) in quale ambiente sia nato e cresciuto Luciano Ligabue. E abbiamo capito (almeno in parte) le ragioni per cui a Correggio ci sia una densità così alta di matti e di geni rispetto alla popolazione.

La nostra intenzione non era di rivelare ciò che c’è dentro le canzoni, ma il mondo che c’è dietro l’arte di chi le ha create. E tutto – ad ogni nostro ritorno, ad ogni nuovo incontro – è diventato più chiaro.

Nelle prossime pagine non mostreremo, quindi, le facce di Ramengo e di Veleno, né la lapide del ragazzo la cui triste storia è stata d’ispirazione per il personaggio di Freccia. Non abbiamo ritenuto di primaria importanza illustrare esattamente in quale campo di grano sia nato il grido liberatorio da cui è scaturita l’idea per Urlando contro il cielo e non abbiamo intenzione di segnalare quale meta di pellegrinaggio sia diventato il fosso vicino a cui Luciano si è seduto per meditare in solitudine e scrivere una canzone.
Esporre i veri volti dei soggetti e tracciare una mappa con le località esatte sarebbe come disintegrare, in un colpo solo, gran parte di quella magia che risiede nella facoltà data a ciascun ascoltatore di poter immaginare, come meglio crede, la sua Piccola città eterna.
D’altronde, non abbiamo mai avuto la volontà e tantomeno l’ambizione di voler rivivere l’esperienza di Luciano Ligabue tramite il “suo” sentire che è unico e irripetibile, come per qualunque essere umano sulla faccia della Terra.
Abbiamo piuttosto provato a raccontare la "nostra" Piccola città eterna, così come l’abbiamo percepita e vissuta attraverso taccuino e macchina fotografica. Per essere fedeli al titolo fino in fondo e presentarvela, abbiamo allora deciso di usare la forma di una canzone: le strofe sono il resoconto di un viaggio durato un anno attraverso luoghi molto familiari per chi a Correggio è nato e vissuto.

[ Torna allo speciale "Sulla Sua Strada" ]

Martedì, 6 marzo 2007