Giovedì, 20 settembre 2018

da Luciano

Sono passati un po' di giorni dalla fine del tour.

In questi giorni le domande che più spesso mi hanno rivolto amici, parenti, conoscenti o chi incontravo per strada sono state, nell'ordine:

1 - "sarai stanchissimo, vero?"

2 - "vai via per le feste?"

3 - "adesso, finalmente ti riposi un po’?"

4 - "l'anno prossimo fai qualcosa?"

In realtà la domanda che tutti, ma proprio tutti, mi hanno fatto era la prima.

In quel caso la mia risposta è sempre stata:

"No, non sono stanco per niente."

o addirittura

"Sono fresco come una rosa"

Ogni volta pensavano che stessi facendo del sarcasmo.

Quando capivano che non stavo scherzando puntualizzavano:

"Ma come, con tutto quello che hai fatto..."

Le prime volte provavo a spiegargli che comunque era così, che stavo benissimo, non avevo bisogno di riposo.

Loro continuavano a guardarmi cercando una spiegazione.

"Non è possibile. Devi essere per forza spompo."

Io confermavo di no ma loro continuavano a non credermi.

Allora, dopo un po', a quelli che mi facevano quella domanda rispondevo con un'alzata di spalle.

Ognuno pensasse quello che voleva.

Però a voi lo ripeto: non sono assolutamente stanco.

E sono il primo a essere consapevole di tutto il lavoro fatto nel 2006.

I motivi di questa mancanza di stanchezza sono più di uno ma il più importante ha a che fare con voi.

Perché suonerà di trito e ritrito il discorso dello scambio di energia durante i concerti ma, anche se trito, è semplicemente "vero".

Noi e voi, poi, che ne abbiamo parlato così tanto ma soprattutto l'abbiamo vissuto di persona, sappiamo bene di cosa si tratta.

Ma nel 2006, se possibile, mi avete fatto arrivare qualcosa di più.

Perché alla solita enorme "quantità" di affetto a cui mi avete abituato,

nel 2006 c'è stato uno scarto in avanti sulla qualità.

Ligachannel è stato preziosissimo da questo punto di vista.

La vostra presenza passava, attraverso i commenti, in modo più prepotente e dettagliato.

La qualità umana che ne usciva, le vostre fragilità, i vostri slanci, la vostra allegria, la vostra voglia di resistere, i vostri entusiasmi, la vostra sensibilità, la vostra determinazione...

Spesso usavate qualche mia parola per mostrare la vostra personalissima reazione.

E le mie parole ne uscivano rafforzate, più potenti, decisamente più efficaci una volta accompagnate dal vostro confronto con loro.

Insomma quello che avete scritto a volte raccontandovi, a volte commentando un concerto, a volte provando a fare il diario delle vostre emozioni, mi ha permesso, per quanto possibile, di conoscervi meglio.

E conoscervi meglio mi ha reso ancora più orgoglioso di quello che faccio.

Quella qualità, la vostra qualità, ha fatto da vento deciso e instancabile a gonfiare le vele tutto l’anno.

E' per questo che non ho provato nessuna stanchezza.

Dovevo solo girare il timone.

Quando serviva.

Se serviva.

Grazie.

Buon 2007.

p.s.:

lasciatemi ringraziare ancora una volta

Pietro, Jarno, Ema, G.B., Marco, Elisa ed Elena

per lo splendido lavoro fatto

(anche qui quantità e qualità,

roba che neanche Cambiasso...)

p.p.s.:

le risposte alle altre tre domande sono nell'ordine

2 - "no!"

3 - "ma se non sono stanco..."

4 - "non lo so!"

Martedì, 16 gennaio 2007