Sabato, 8 dicembre 2018

20/12 Reggio Emilia: il racconto di Fede "lapislazzula"

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Sono le 3. Carlotta non dorme. Al buio dondolo avanti e indietro, assonnata
e svuotata. Non posso fare a meno, in questa notte silenziosa, di
ripercorrere questa serata che mi dovrà bastare per un bel po'.
Natale è alle porte, c'è aria di festa, e questo concerto, a casa nostra, è
un meraviglioso regalo. L'ansia e la trepidazione si sono impadronite di me,
come sempre prima di qualcosa di tanto atteso e voluto.
A passi svelti, con l'aria gelida che pela la faccia, arriviamo davanti al
Valli, storico, maestoso, mette un po' soggezzione. Con sorpresa scopro che
è molto piu' piccolo di quanto immaginavo. Luminoso, caldo, avvolgente.
Sulla mia poltroncina aspetto. Fila 17. Porta bene.
Il sipario si apre ed il mio cuore anche. Stasera siamo qui per te. Per noi.
Ma soprattutto per l'amore. E' bello sapere che in questo Natale, con questo
concerto, abbiamo fatto un regalo a chi ha piu' bisogno di noi.
E poi finalmente TU. Chitarra e voce. VOCE. che mi entra dentro nel cuore e
nell'anima. VOCE da pelle d'oca nel coppino. Da groppo allo stomaco.VOCE che
graffia morbida, che scalfisce e scoglie.
Questo è l'inizio di una serata incredibile.
Tu così vicino intimorisci un po' ma basta poco per prendere confidenza, con
te, con il luogo, con quella potrona maledetta che ti costringe, volenti o
nolenti, a non esprimerti come al solito.
E allora le emozioni sono ancora piu' forti, un po' trattenute. un po'
manifestate. Il concerto e' un giro in ottovolante. A tratti intenso e
pacato, per poi prendere carica e non fermarsi piu'. Mi ritrovo piu' volte a
chiudere gli occhi perchè la musica sia la padrona. O a riaprirli per vedere
la tua faccia bella come il sole.
Mi ritrovo con il viso tirato da un sorriso estasiato, con gli occhi
sgranati dalla sorpresa e dall'eccitazione. Mi ritrovo a gridare forte con
la mia voce stonata, a contorcermi ed allungarmi su quella poltrona scomoda,
a commuovermi e a sciogliermi non curante di chi mi sta intorno, senza
imbarazzi e inibizioni. Nuda.
I tuoi compagni di viaggi sono splendidi. Pagani, a cui mi inchino, ci
regala suoni unici che nemmeno sapevamo di conoscere. Mel nel suo completo
arancio sfoggia un sax da brividi. Robby cauto pare accarezzare la sua
batteria che stasera deve essere piu' dolce del solito. Rigo al contrabbasso
sembra un uomo d'altri tempi. Jose' con le sue dita tesse tele di melodia.
Tu sei in forma smagliante. Chissà se è perchè sei di nuovo a casa, che ci
sembri piu' disinvolto del solito, ironico e sempre capace di sorprenderci.
Il finale è l'apoteosi. Non possiamo NON restituirti tutto quello che ci hai
dato stasera. Nessuno ci tiene piu'. Si mollano le briglie. La gioia
esplode, la carica trattenuta scoppia e finalmente tutti in piedi, sotto il
palco, ti guardiamo dritto negli occhi, per dirti, SIAMO QUI, GUARDA COME
SIAMO BELLI, GUARDA COME CI FAI STARE BENE. GUARDA CHE BOTTA DI VITA, GUARDA
CHE CARICA, CHE ECCITAZIONE. Il teatro trema, sembra venire giu'. E sul
vostro inchino una lacrima. Finto. Mamma mia. SOSPIRO. Le cose belle durano
troppo poco. Finiscono troppo alla svelta. Mi rimane come sempre un velo di
tristezza. Stavolta piu' grande perchè è davvero l'ultima per un bel po'. Me
la faro' bastare. Ma rimane anche nel cuore una serata come poche. Che
dire. GRAZIE. DI CUORE. Sei bello quando ridi. Carlotta dorme. BUONANOTTE.
Fede (Lapislazzula)

Giovedì, 28 dicembre 2006