Venerdì, 18 ottobre 2019

25/11 Roma: il racconto di Stefania (Ligamito)

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Per due mesi ho provato ad immaginare cosa avrebbero visto i miei occhi e cosa avrebbe provato il mio cuore una volta dentro il Gran Teatro. Ma, come sempre, ogni mio tentativo d'immaginazione è risultato vano e lontano anni luce dalla realtà.
Quando ho cercato il mio posto e da quella meravigliosa seconda fila ho capito che avrei potuto guardare Luciano dritto negli occhi, mi sono sentita disarmata dinanzi ad una sorte che nel suo ennesimo giro aveva deciso di fermare la sua ruota proprio su di me consegnandomi proprio quel posto.
Questa volta tutto era diverso eppure tutto ugualmente intenso.
Si sono spente le luci, il sipario si è aperto, le prime note hanno vibrato... E tu, Luciano, seduto su quella sedia: sguardo serio e concentrato pronto ancora una volta a donarti e a farci capire quanto fossimo realmente TUTTI Lì, insieme a te, PER L'AMORE.
Le emozioni si sono alternate così veloci e numerose da non riuscire più a distinguerle per dar loro un nome. Ma una cosa è certa: STAVO BENE. Con le persone giuste al posto giusto. Quelle che sono capaci di leggerti dentro anche se solo stai sorridendo o fissando il vuoto con aria assente senza parlare.
Mi sono commossa tanto da piangere...quando ci hai guardati negli occhi e nell'anima con uno sguardo ancora capace di rimanere incredulo dopo tanti anni. Quei tuoi occhi scuri ancora capaci di chiedersi: "È possibile che abbia fatto io tutta questa meraviglia?". Sì Luciano, è possibile...perché dopo tanti anni riesci ancora tu ad emozionarti prima ancora che far emozionare noi.
Io il mio GRAZIE stavolta te l'ho urlato dalla mia seconda fila. Ma non è mai abbastanza. Perché tra dolcezza, serietà, ironia e umanità sei arrivato ancora una volta dritto al cuore.
Adesso c'è un pò di tristezza ma farò come hai detto tu: lascerò fare alla VITA. Che tanto ci pensa lei...
Ieri sera eravamo in tremila...e in quel contesto così intimo eri vicino a noi. Così vicino in tutti i sensi da poter dire che ieri sera non eravamo tra palco e realtà. Eravamo molto di più: al limite tra realtà e sogno. Purtroppo i sogni finiscono e da quello di ieri mi sono svegliata più in fretta di quanto avrei voluto. Ma tu resti nel cuore. E da lì nessuno ti smuove.
Detto ciò, non servono e comunque non bastano altre parole per spiegare...
Quella di ieri è una magia che si ripete. Che si sfinisce ma non si esaurisce fino all'ultimo istante, fino all'ultima nota...all'ultimo vibrar di corda e di voce. Una magia che poi rimane cucita addosso. Come si deve. Questo era il Gran Teatro ieri sera. E ancora molto altro.
Grazie Luciano per avermi regalato un anno eccezionale ed indimenticabile... A presto... Stefania

Domenica, 26 novembre 2006