Lunedì, 21 ottobre 2019

4/11 Trieste: il racconto di Marta

TriesteRacconta il tuo concerto di Luciano a teatro, inviando un email a: teatri@ligachannel.com

Le luci si spengono...

Silenzio...

Fermi tutti...

Mai mi era capitato prima di vivere in silenzio e quasi immobile l’attesa di Luciano che esce, della musica che parte, dell’emozione che esplode...e nel silenzio sento il cuore che batte e un’emozione diversa, più intima e trattenuta, ma quanto mai trepidante che sale e mi pervade.

Poi le quinte si aprono e mi fa quasi male l’applauso che contenuto, quasi timoroso di rompere il silenzio, ti accoglie... e tu lì, da solo, seduto con la tua chitarra mi sembri un amico che sento sempre, ma non vedo da un po’ (...nemmeno da molto, ma comunque da troppo per i miei gusti!) e mi sento così felice che mi viene da piangere.

“Alla prossima volta” ci eravamo detti l’ultima volta allo stadio e adesso eccola, questa volta, e la tua voce, così calda e vera che mi sento tremare, riempie la sala e il mio cuore facendosi sentire così nuda e vibrante senza la prepotenza della musica. E riscopro il piacere di quelle parole così amate e conosciute e tante volte sviscerate per trovare il mio significato...e ascoltandole sento pezzi della mia vita e capisco per l’ennesima volta quanto tu sia immenso, vero, unico.

Le poesie echeggiano, splendidamente evocative: lette da te mi appaiono nitide nel loro senso e ti apprezzo ancora, anche per questa tua nuova espressione.

La musica è sublime e la coralità degli strumenti non impedisce di percepirne distintamente i suoni: i ragazzi sono fantastici e riesco a godere della presenza di ognuno di loro. Su tutti Mauro, semplicemente straordinario, mi fa sgorgare le lacrime dal cuore.

È strano riuscire ad ascoltare così nitidamente le mie sensazioni ad un tuo concerto e capisco pienamente il senso dello spettacolo a teatro: allo stadio e al palazzetto l’individualità delle emozioni si perde nell’orgia festante e roboante della massa che come un tutt’uno con te vive l’energia più primitiva liberata dalla tua musica... e mentre allo stadio ce ne stiamo tutti attaccati gli uni agli altri, stretti e con la pelle sudata a contatto, vivendo insieme senza pudori una delle esperienze emotive più forti, così forte che quasi ti stordisce, qui, ognuno nella sua poltroncina, con uno spazio definito rispetto agli altri, non si perde la lucidità del sentire e si vive un piacere diverso, più intimo e più cerebrale, ma non meno coinvolgente.

Canto con te ogni parola, ma è un canto sussurrato, pudico, come quello delle persone che ho accanto...

...fino a quando tutta l’emozione provata per tutta la serata è troppa per rimanere confinata nell’individualità e esplode: in piedi e con le braccia in alto cantiamo insieme a te la gioia della tua musica e di essere ancora una volta insieme.

Grazie Luciano, ancora, per l’ennesima volta, anche se fosse banale, grazie!

Le quinte si chiudono...

Le emozioni no.

Mi incammino nella notte triestina e mi sento leggera, nella testa un po’ di sole ed in bocca una canzone...

Alla prossima volta
Marta

Lunedì, 6 novembre 2006