Giovedì, 21 novembre 2019

18/10 Ravenna il racconto di Tania/butterflyeffect

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siamo qui, già le 4 e siamo qui, su un treno che ci riporta verso Riccione. Sì perchè non importa se Luciano e la sua band suona troppo lontano da casa nostra, non importa,perchè ogni volta fare tanti chilometri ne vale la pena, ogni fatica e prezzo viene ripagato completamente da ogni emozione.

Eccoci qua, io e le mie amiche siamo appena entrate in questo bellissimo teatro ancora vuoto e rimaniamo sconcertate allo scoprire di quanto fosse vicina al palco la nostra privilegiata "fila A", siamo sorprese perchè non è mai capitato fin ora che il Liga si potesse accorgere della nostra presenza, potesse sentire le nostre urla e, addirittura, guardarci.

Con questi ed altri pensieri si avvicinano le 21 e l'ansia non fa altro che crescere con gli scherzi di qualcuno ke si diverte ad abbassare di tanto in tanto le luci per poi rialzarle. Ma ad un certo punto le luci non si sono più rialzate e le urla del pubblico si fanno maniacali.Il sipario si apre sotto le dolcissime nore di "sono qui per l'amore" facendomi venire una pelle d'oca che farà molta fatica ad andar via.

Io e le mie amiche cerchiamo di tenere a bada il nostro euforismo in quelle poltrone troppo strette per noi,che abbiamo voglia di saltare ed urlare. Chissà se saremmo sopravvissute ad un concerto così "formale"?

Ma Ligabue pensa subito a salvarci dicendoci che potevamo fare tutto ciò che ci veniva in mente.Non ce lo siamo fatte ripetere. Alla canzone dopo cominciamo già a cantare e a muoverci libere da ogni sguardo cattivo di qualche signore: se l'ha detto Luciano possiamo farlo!

Il concerto continua tra un susseguirsi di canzoni nuove e vecchie, canzoni che non avrei mai creduto potesse fare come "hai un momento dio", "ho messo via", "i ragazzi sono in giro", "sogni di rock n' roll" e tante altre...

Ogni cosa diventa divina e crea un'atmosfera quasi familiare ed intima tra il palco e il pubblico.

Le poesie recitate tra una canzone e l'altra ci danno modo di poter calmare tutta quella voglia di saltare.

Come giudicare il resto della band? Penso che un "magnifici" possa rendere l'idea del lavoro svolto da Robby, Rigo, Mel, Josè e il divino Mauro Pagani.

Il concerto scorre via veloce arrivando così ad "urlando contro il cielo" e "tra palco e realtà" che hanno liberato le anime imprigionate di tutto il pubblico: nessuno può resistere e tutti cominciano ad urlare,cantare e saltare mentre la security ci guarda impotente. Una bella scarica di adrenalina che ci voleva proprio.

E così il concerto finisce e andiamo verso l'uscita in silenzio, un silenzio che cerca di mettere in ordine un pò di pensieri ed emozioni che in questo concerto sono arrivate spavalde, senza chiedere permesso.

Ci incamminiamo verso la stazione, tra le strade vuote e silenziose di Ravenna, pienamente soddisfatte dell'intera serata trascorsa e con ancora qualche energia per lanciare qualche coro di qualche canzone.

Ed ora siamo qui, su questo treno che ci riporta a casa, con la voglia di raccontare le fresche emozioni e con un pensiero che tutte e 6 condividiamo pienamente: GRAZIE LUCIANO, GRAZIE DAVVERO!

Tania/butterflyeffect

Giovedì, 19 ottobre 2006