Venerdì, 23 febbraio 2018

Firenze, 10 luglio 2008

Kaveh Rastegar(liberamente tradotto dalla redazione)
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Ciao Ragazzi!
Sono a Firenze e sto correndo in circolo. Di fianco allo Stadio Artemio Franchi c'è un piccolo parco. Dev'esserci una temperatura vicina ai 100 gradi. Credo sia mezzogiorno e sto facendo jogging nel parco cercando di sudare.
Ho sfilato il pass che era appeso al collo in modo che smetta di sbattermi in faccia mentre corro. Con il telefono in mano impostato sul cronometro sto provando a seguire i consigli di Fede: "Devi correre almeno per 40 minuti altrimenti non serve a nulla!!!". Quel ragazzo è una bestia. Ogni volta che corre gli riesce così facile... E' uno Stallone Italiano.

Ho deciso di correre perchè ieri sera abbiamo mangiato parecchio al ristorante. C'era di tutto. Sono certo che voi italiani sapete di cosa parlo.
A tavola è successo qualcosa che non mi ha aspettavo. Nonostante me la sia cavata un po' meglio ad ordinare in italiano dal menù, non sapevo che dopo piatti di carne, formaggio, pane e pasta mi sarebbe stata servita la più grande bistecca mai vista in tutta la mia vita. La Fiorentina servita sul tavolo non era proprio una normale bistecca: spessa come un elenco telefonico, non stava nemmeno nel piatto. Sembrava un pezzo di carne dei Flintstones, così grande al punto da farti venire in mente l'animale da cui è stata ricavata. Naturalmente, mangiarsela è stata una delizia. Insomma, ieri sera ho ingerito una quantità vergognosa di cibo.
Ecco perchè corro con questo caldo. Sto facendo giri su giri. Passo più volte in mezzo alle panchine su cui sono sedute cinque signore di una certa età e le costringo ogni volta ad interrompere le loro chiacchiere pomeridiane.

Presto mi accorgo di essere distrutto dalla corsa e di non farcela ad andare oltre così decido di dirigermi verso lo stadio camminando.
Passo in mezzo ai fan di Ligabue arrivati per assistere al concerto. I ragazzi hanno T-Shirt e fascette in testa.
Devo ammettere che è abbastanza divertente camminare anonimamente tra coloro che verranno poi a vedere lo spettacolo. Intorno allo stadio il traffico è bloccato.
Un gruppo di fan sta camminando in mezzo alla strada reggendo uno striscione preparato con un lenzuolo su cui hanno scritto titoli di canzoni di Luciano e messaggi rivolti a lui e alla band. Cammino insieme a loro. Mi sembrano dimostranti rivoluzionari pronti a raggiungere una manifestazione.

Il nostro show a Firenze è stato grandioso. Mentre suonavamo si notava il bellissimo panorama dei monti al di là dello stadio. Durante lo show c'è stato un momento di vero rock and roll: "A Che Ora E' La Fine Del Mondo?" è partita con un vuoto. All'improvviso ci siamo trovati soltanto io e Michael a suonare per alcuni secondi. Ho avvertito gli sguardi della band incrociarsi tra loro vivendo un attimo di ingovernabile spontaneità. Persa la misura, chitarristi e tastieristi aspettavano il momento giusto per entrare nel brano.
In una frazione di secondo, Luciano ha preso il controllo della situazione e ha contato: "ONE, TWO, THREE, FOUR!" e siamo rientrati tutti perfettamente ricominciando con tutta la carica del rock! Questi momenti mi piacciono un sacco. Capisci che sei vivo e che la musica è fragile ma altrettanto forte da andare come un treno. Come bassista di una band con un cantante solista, sono momenti in cui apprezzi ancor di più chi canta. E' solo questione di fiducia. Sono momenti in cui la band è una band, quando cioè qualcuno ha le palle di correre il rischio e prendere il controllo della situazione e tutti sono in grado di andargli dietro!

l giorno dopo ci troviamo sempre a Firenze. Pranziamo insieme ad alcuni amici di Fede in un fantastico ristorante, il Canapone. Scattiamo qualche foto a Piazzale Michelangelo e ripartiamo attraversando la bellissima campagna Toscana, diretti a sud, sud, sud. Fermata per una sublime pizza nelle "segrete" vie di Napoli e poi via, in direzione est verso la Puglia, destinazione Bari.

Lunedì, 4 agosto 2008