Lunedì, 14 ottobre 2019

22/11 Napoli: il racconto di justdoit

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Io non lo so se ho perso le parole. Sicuramente ora vanno nascondendosi, perchè non ritengono che ci sia bisogno di loro. Ora, poche ore dopo il concerto ci sono solo immagini, suoni, colori che formano dentro di me un grande sorriso. A forma di emozione, a forma di gioia intensa. Non lo so.

Cerchiamo un pò queste parole.

Ormai erano un paio di mesi che questo giorno aveva perso ogni possibilità di essere considerato qualsiasi, da quella sveglia che ai primi di settembre suonò alle 4.30, all'alba passata fuori al botteghino, di normale c'era poco. O forse era tutto normalissimo. Perchè è normale aver voglia di essere toccati da una magia. E a Liga la magia più grossa riesce ogni volta che con pochi movimenti di dita e labbra ci fa viaggiare. Il suo è un abracadabra fatto di tante cose, le sue poesie che riecheggiano in un teatro assorto, che poi riesplode, mille voci insieme alla sua. Vittima del suo incantesimo, non riusciamo a non badare al cantante, e non ci costerebbe niente farlo sentire una star. Ma con lui è impossibile, perchè nella mia seconda fila, a 10 metri dal suo sorriso, capisco che lui sta godendo quanto noi. Se nella vita si pensa che la perfezione non esista, stasera saranno in tanti ad aver cambiato idea, perchè in quell'angolo di Napoli, qualcosa è successo, col violino di Mauro, il sassofono di Mel, e mille cuori che battono in sottofondo, non ci sono termini che il vocabolario italiano ci offra. Viene da dire perfezione. Quell'abracadabra ha trasformato ciò che sapevamo sarebbe stato stupendo, in qualcosa di indelebile, quei minuti in piedi sotto il palco, quel sudore che finalmente si può sprigionare urlando contro il cielo nessuno li potrà mettere via. Come si fa a mettere via un giramento di testa, una forza così irrefrenabile, cosa abbiamo in più stasera? Ce lo ha spiegato Luciano, mentre sotto il palco eravamo davvero tra palco e realtà, ci ha detto che sprigioniamo amore, e infatti come ha esordito: noi eravamo lì per l'amore. Sempre quelle le parole che vengono alle labbra: amore, gioia, magia ed emozione. Le altre le abbiamo perse e probabilmente non ci servono, anche perchè, dopo stasera, a Napoli, tante persone hanno qualcosa in più, hanno dentro un ricordo in più, un' esperienza di quelle che vanno a riempire il serbatoio del nostro cuore, che ci fanno dire:"per una magia così val la pena vivere".

Un abbraccio grande

Gabriele (justdoit su ligachannel)

Giovedì, 23 novembre 2006